Una STORIA – La medaglia di Carlotta

In una piscina come il nostro Vita ogni giorno viviamo la storia di tanti bambini. E nel nuoto queste storie prendono forme diversissime. Successi, speranze, attese, pretese, desideri e frustrazioni. Carlotta è uno di quei bambini. Una bambina magra come uno spaghetto, con due braccine senza muscoli con l’aria di chi si domanda come sia finita a fare tutta quella fatica nelle corsie della squadra agonistica. Carlotta, anche oggi che lo spaghetto è condito dalle curve di una bella diciassettenne, conserva quell’aria disarmata e quelle braccine senza muscoli. E conserva la paura di non farcela, il senso di inadeguatezza in quel mondo che da sempre lei distingue in “forti” e “pippe”. Inutile dire in quale categoria lei si collochi. Carlotta è lì sempre a dirsi che non ce la fa, ma sempre in acqua ogni giorno. E risponde presente anche quando, per scelta tecnica, si decide di mandare in acqua due formazioni di 4×200 stile libero, piuttosto che farne una sola più “forte”. E lei è lì anche quando le viene detto che nuoterà la quarta frazione, quella normalmente riservata al componente più veloce e grintoso, due qualità che lei proprio non mostra. Quando si avvia alla partenza, circondata dalle compagne “forti”, le viene da piangere. Pensa che guasterà tutto il lavoro delle altre e che in quella quarta frazione sarà risucchiata dalle avversarie e butterà le sue compagne giù dal podio. Lei non sa ancora che quella staffetta le darà il cambio in quarta posizione, quindi ogni responsabilità sarà dispersa nell’acqua. Quarta parte e quarta resta fino al tocco finale con il suo record personale. Lei non sa che quella speciale divinità che il suo allenatore scherzando chiama ” Il Dio del Nuoto” fa sempre scelte imperscrutabili e che stavolta sta guardando lei. È ancora in acqua ansimante quando un annuncio di squalifica di una formazione avversaria la proietta per la prima volta su un podio regionale. Perché la fortuna è cieca, ma il Dio del Nuoto ha una vista acuta e si sarà beato di quel sorriso disarmato e disarmante con cui Carlotta ha ricevuto la sua medaglia .